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LA SAGA DEI CONTI D’ARCO E LA BATTAGLIA DI BRUTTAGOSTO

Ancora oggi si può sentire dalla popolazione d'Arco la storia del «dosso dei Sejano ». Perfino nel nome del campo, « Bruttagosto » rivive il ricordo della battaglia che ebbe luogo nell'agosto del 1267 ……

Con la morte di Ezzelino cessò, certo, il clamore delle armi nei grandi teatri di guerra, ma le faide private locali continuarono perché, indebolitasi la sovranità centrale, molti si erano assuefatti ad imporre le proprie ragioni con la spada. Fu così che per motivi che non si conoscono, un grosso pro­prietario terriero, Altemanno di Cavedine, insieme con i figli Stefano e Giovanni, assalì di sorpresa i possedimenti di Ri­prando, arrecandogli gravi danni. Riprando riuscì tuttavia pre­sto a battere i1 nemico e il 29 marzo 1261 lo costrinse ad un trattato di pace.

Altemanno e i suoi figli dovettero cedere a Riprando un podere nei pressi della Pieve di Cavedine ed in cambio questi promise che non li avrebbe accusati davanti ad un tribunale per violazione della pubblica tranquillità. Essi riot­tennero anzi il podere ceduto a titolo di feudo dalle mani di Riprando, però dovettero impegnarsi a prestargli da quel mo­mento in poi servizio militare.
Anche Odoríco era stato coinvolto nello stesso anno in una faida. Molti uomini di Vezzano si erano sollevati contro il vescovo e, conformemente alle usanze di guerra di quel tempo, avevano devastato i suoi beni. Odorico, i cui possessi confinavano col territorio di Vezzano, si affrettò a recarsi sul posto con gli armati di Castel Drema per soffocare la sommossa.
Si unirono a lui il sempre battagliero Jacopo di Lizzana e parecchi signori di Madruzzo e di Gardumo. Si riuscì ad accerchiare i ribelli su un'altura non lontana da Cadine e a costringerli a deporre le armi. Non meno di dodici uomini furono fatti prigionieri dai seguaci di Odorico e portati nelle carceri di Trento, dove dovevano rimanere rinchiusi, finché i loro familiari non avessero pagato per loro il riscatto o una ammenda. Ma se Odorico aveva partecipato alla lotta contro i con­tadini ribelli forse unicamente per il piacere di menar le mani, ora voleva partecipare anche al profitto. Egli convenne col ve­scovo che avrebbe ottenuto per sé e per i suoi compagni d'arme un terzo del prezzo del riscatto; senza il suo consenso il vescovo non avrebbe dovuto né rilasciare i prigionieri, né concludere un accordo con essi.

Se ti interessa l'argomento, puoi trovare la storia completa del Bruttagosto nella finestra qui a fianco.

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